domenica 31 marzo 2013

Il Signore è Risorto! E' veramente Risorto!



"Perchè far festa? Perchè Cristo è risorto per noi! E' bellissimo ripercorrere nei vangeli il succedersi delle manifestazioni del Risorto: questo sbucare del Signore da tutte le parti. Vicino a chi piange e ti chiama per nome. Vicino a chi cammina e prende il tuo passo. Vicino a chi dubita e conforta la tua fede. Vicino a chi cerca e dà significato all'ultima attesa del cuore. Vicino a chi ha paura e dice: non abbiate paura. Vicino a chi è stanco e prepara pesce arrostito sulle sabbie estasiate del litorale....Questo Signore ormai sbuca da tutte le parti!" da I giorni della tenerezza - A. Casati

sabato 30 marzo 2013

E' ancora notte?


Un giorno un rabbino domandò ai suoi studenti: “Come si fa a dire che la notte è finita e il giorno sta ritornando?” 
Uno studente suggerì: “Quando si può vedere chiaramente che l’animale a una certa distanza è un leone e non un leopardo”. Un altro disse: “Quando si può dire che un albero produce fichi e non pesche”. No”, disse il rabbino. 
È quando si può guardare il volto di un altro e vedere che quella donna, quell'uomo è tua sorella o tuo fratello. Poiché fino a quando non siete in grado di fare questo, non importa che ora del giorno sia, è ancora notte”. 

Manca poco alla grande Veglia Pasquale, la notte della luce nuova, del fuoco nuovo, dell'acqua, del pane senza fermento, dell'amore di Dio che si consegna senza condizioni.....a stanotte! la notte di Pasqua!

giovedì 28 marzo 2013

Una stanza per...




Gesù era un senza casa, uno sfollato, e aveva bisogno che uno gli cedesse un po’ della sua, almeno per la pasqua. 
Vi sono giorni in cui non si può mangiare sul margine della strada o all'ombra di un fico. Il cuore, assalito dai ricordi o traboccante di un dono incontenibile, non può dichiararsi a un qualunque crocevia. Ci vuole un uscio che si apra, sovra una larga stanza, se no, sarebbe un sacrilegio. 
Questa sera l’amore di Cristo ha bisogno di questa larga stanza, ma non vuota e dissipata come certe nostre cattedrali. Ne ha bisogno per lavare i piedi dei suoi poveri apostoli, per fare il pane della Vita, per suggellare l’Istituzione col suo testamento. 
Ed ecco che un uomo senza nome, un padrone di casa, gli impresta la sua camera più bella. 
I senza casa di ogni tempo, gli sfollati di oggi che sono milioni, hanno il loro santo protettore, un santo senza aureola, senza chiesa e senza altare, in colui che ha imprestato a Cristo la prima chiesa e il primo altare. Egli ha dato ciò che aveva di più grande, perché intorno al grande sacramento ci vuoi tutto di grande, camera e cuori, parole e gesti. 
Oggi, tutte le chiese dovrebbero avere la massima latitudine spirituale, per ospitare i diseredati e i tribolati di ogni fronte, per baciare dei poveri piedi, che hanno camminato migliaia e migliaia di chilometri nel fango e nella neve della steppa e sulle sabbie infuocate dei deserto. 
Così fu il primo ostensorio eucaristico preparato da quell’ignoto padrone di casa. 
Me lo raffiguro, alla fine del banchetto, con la moglie e i figlioli, nel vano della porta semi- aperta, farsi avanti per ultimo, mendicante più che commensale di un pane che aveva preparato con le sue mani e che il Cristo, benedicendolo, aveva cambiato in pane di Vita eterna. 

don Primo Mazzolari, meditazioni per la Settimana Santa

lunedì 25 marzo 2013

Betania, casa di grazia

"E la casa si riempì di profumo"


Gesù va a Betania, la casa di grazia, la casa dell'amicizia, andrà a prendere un po' di fiato, un briciolo di vicinanza, un sorso di coraggio nei giorni precedenti la Passione....Come noi ci introduciamo in questa settimana che chiamiamo santa?....Noi vi entriamo, come nella sala del banchetto di Betania, ma potremmo esserci rimanendo alla periferia, senza entrare in relazione, muti come Lazzaro o lontani nelle mille cose come Marta...
E c'è Maria, l'unica che si avvicina al mistero di quel suo amico, va al cuore delle cose, al cuore della fede, che è relazione vera....La fede non è fede senza che dentro vibri il cuore, senza che dentro vibri almeno una briciola della tenerezza di Maria....c'è qualcosa da rompere, c'è da rompere il vaso che trattiene il profumo, c'è da rompere qualcosa anche nella nostra vita, se vogliamo fare pasqua, se vogliamo che nella sala, che nella chiesa e nella sala dell'umanità ci sia profumo "e la casa si riempì di profumo"... perché non sia solo spettacolo

tratto da "I giorni della tenerezza" di Angelo Casati

sabato 23 marzo 2013

Una preghiera per ogni dito della mano




1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è "un dolce obbligo".


2. Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica... Hanno bisogno della guida di Dio.

4. Il quarto dito è l'anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, "gli ultimi saranno i primi". Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso... Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.

Papa Francesco (quando era vescovo di Buenos Aires)

lunedì 18 marzo 2013

Triduo Pasquale 2013 ad Assisi

UN AMORE CHE VA FINO IN FONDO!




“Francesco piange l’amore non amato...”
In questo anno della Fede ti offriamo la possibilità
di vivere il mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù
nei luoghi di Francesco;
Perché come lui tu possa gustare le profondità
dell’amore di Dio per te!

Proposta per giovani
dai 19 ai 35 anni


Ti proponiamo di vivere i giorni del Triduo Pasquale in un clima di preghiera e condivisione.
Dalle 15.00 del giovedì, fino al pranzo della domenica di Pasqua.

Questa esperienza proposta dalle suore francescane elisabettine in collaborazione con un frate di Assisi, prevede:
-          Introduzione al Triduo e catechesi sulle celebrazioni dei tre giorni santi;
-          Momenti di preghiera e riflessione personale;
-          Momenti di preghiera comune e di adorazione
-          Partecipazione ai riti del Triduo santo e domenica di Pasqua nelle Basiliche o Santuari di Assisi.


La quota di partecipazione sarà di… un’offerta!
Ricordati di portare lenzuola o sacco a pelo, asciugamani, Bibbia e materiale per scrivere. 

Suore Francescane Elisabettine di Padova
sr. Emiliana o sr. Lina
Via S. Benedetto, 46 – Assisi
Tel. 075.816057 – cell. 333.6318341





sabato 16 marzo 2013

"Come vorrei una Chiesa povera"

Papa Francesco ha spiegato ai giornalisti, riuniti in Sala Nervi, di aver scelto il nome di Francesco con riferimento al poverello d'Assisi, perché "è l'uomo della povertà e della pace".





venerdì 15 marzo 2013

Habemus Papam!!!!




Con la gioia nel cuore diamo il benvenuto al nuovo santo Padre Francesco! Che il Signore lo benedica e lo accompagni!

"Fratelli e sorelle buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave è di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui... Vi ringrazio dell'accoglienza, alla comunità diocesana di Roma, al suo Vescovo, grazie. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca''. Quindi ha recitato il Padre nostro, l'Ave Maria e il Gloria. ''E adesso - ha proseguito - incominciamo questo cammino, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità a tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l'uno per l'altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo - mi aiuterà il mio cardinale vicario qui presente - sia fruttuoso per l'evangelizzazione di questa sempre bella città... Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo, io vi chiedo di pregare il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me''. ''Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà'', ha proseguito, impartendo la benedizione in latino e concedendo l'indulgenza plenaria. ''Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo''.