sabato 9 novembre 2013

10 novembre 1828...inizia la Famiglia Elisabettina!


Questo 10 novembre non è tanto freddo come quello del 1828, ma le parole di Madre Elisabetta ci raccontano bene come l'asprezza dell'inverno, la mancanza di ogni cosa e l'insicurezza umana sono nulla di fronte all'Amore che si fa Provvidenza di Dio, e che può scaldare il cuore: amore appassionato per l'umanità intera anche grazie alla francescana famiglia da Lui voluta.

Nel 1859, ormai al tramonto della sua vita, è Elisabetta a raccontarci del nascere - umile ma vigoroso, povero ma custodito da Dio - della Famiglia elisabettina.
Ricordando quell'evento la Fondatrice eleva un inno di lode a Dio «autore di tale impresa» e di «gratitudine alla sempre ammirabile sua provvidenza in mille modi sperimentata». E scrive:

"Nel 1828 fui posta con una compagna, dopo mille vicende, in una splendida reggia della santa povertà, priva persino del letto, aspettandolo da Dio, autore di tale impresa.
Risplendette lo stesso giorno la sua provvidenza, e mi fu dato un pagliericcio e una coperta di lana, perché ben cominciava il freddo.
Le stanche mie membra, sbattute da alcuni mesi dalla terzana, trovarono in questo duro letto quel riposo che in un morbido letto non avevo trovato fino a quel punto.
Le notturne stelle, che dalla bucata soffitta vedere si facevano, non potevano essere che amabili se il sonno, straniero da molto agli occhi miei, tolta non mi avesse si cara contemplazione."

"Il freddo era in quell'anno dei distinti, ne vi era di che scaldarsi. Il cibo ci era mandato dal Superiore, alla francescana. La carità di questo lo portò alle piazze per provvederci un po’ di legna; ma il Signore voleva di sua mano inviarcela con un prodigio e fu che nella piazza vi era una persona che, avvicinatasi al nostro Rev.do Padre, gli consegnò una carta che conteneva 17 lire venete (prezzo che ci voleva per la legna contrattata) dicendo che dar le volesse a chi ne abbisognava. Giunsero queste al nostro vero palazzo, ed oh! con qual contento abbiamo inteso la cura che Dio si prendeva di noi! Motivo ci fu questo di fondamentale speranza in tutte le nostre necessità; né ci ingannarono queste come udirete nel progresso di questa storia."

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