giovedì 23 gennaio 2014

Vicini o lontani?



Supponiamo che per terra ci sia un cerchio, cioè una linea tonda tracciata con un compasso dal centro. Centro si chiama propriamente il punto che sta in mezzo al cerchio. Adesso state attenti a quello che vi dico. Pensate che questo cerchio sia il mondo, il centro del cerchio sia Dio, e le linee che vanno dal cerchio al centro siano le vie, ossia i modi di vivere degli uomini. In quanto dunque i santi avanzano verso l’interno, desiderano avvicinarsi a Dio e si avvicinano gli uni agli altri, e quanto più si avvicinano a Dio, tanto più si avvicinano l’un l’altro, e quanto più si avvicinano l’un l’altro, tanto più si avvicinano a Dio. Similmente immaginate anche la separazione. Quando infatti si allontanano da Dio e si rivolgono verso l’esterno, è chiaro che quanto più escono e si dilungano da Dio, tanto più si dilungano gli uni dagli altri, e tanto più si dilungano anche da Dio. Ecco, questa è la natura dell’amore. Quanto più siamo fuori e non amiamo Dio, altrettanto siamo distanti dal prossimo; se invece amiamo Dio, quanto più ci avviciniamo a Dio per mezzo dell’amore per lui, altrettanto ci uniamo all'amore del prossimo, e quanto siamo uniti al prossimo, tanto siamo uniti a Dio.

(Doroteo di Gaza)


tratto da un posto dell'Abbazia di Praglia (PD)

sabato 11 gennaio 2014

Tu sei il mio figlio, tu sei la mia figlia diletta

Rupnik, Battesimo di Gesù, Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, Zaragoza

Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Nell'esperienza profonda e personale di Madre Elisabetta, ella si sente dire "Una mattina dopo comunicata intesi: Tu sei la mia figlia diletta nella quale ho poste le mie compiacenze, ma i figli diletti molto hanno da soffrire. Vedi il mio Gesù cosa sofferse!. E qui conobbi il Padre." Diario n.18

Il Padre dice ad ognuno di noi "Tu sei il mio figlio prediletto!" 

Buona e Santa Domenica

Sieger Koeder, Battesimo di Gesù



venerdì 10 gennaio 2014

La carità...



La carità, figlie, è il vostro distintivo. Essa è il felice tronco che produce infiniti rami di virtù. Arido che diventi il tronco, si seccano a poco a poco tutti i suoi frutti e la pianta sen muore.
E prima di tutto questa rara virtù genera unione e pace. (I 40,1)