sabato 28 novembre 2015

L'Avvento che vorrei

Care ragazze e cari ragazzi, pace a voi!

Eccoci all’inizio di un nuovo anno liturgico che si apre con un particolare tempo di Grazia, l’Avvento.
Due sono i termini che tradizionalmente si associano a questo Tempo: venuta e attesa. Attesa non significa solo aspettare, ma, come ci ricorda l’etimologia ad-tendere, richiama atteggiamenti modellati dall’attenzione vigile, dal desiderio che porta a tendere e spingersi oltre: sensi, mente e cuore non sono in attesa della venuta storica di Gesù, ma protesi alla venuta gloriosa di Cristo alla fine dei tempi, e ancor prima a cogliere le quotidiane venute con cui il Signore visita la storia personale di ciascuno.

Ce lo ricorda anche Luca, il cantore della Misericordia di Dio che ci accompagnerà con il suo vangelo lungo questo anno liturgico, quando ci invita a risollevarci e alzare il capo perché la nostra salvezza è vicina e a non lasciare che il nostro cuore si appesantisca nelle dissipazioni e negli affanni della vita (cf Lc 21, 28. 34). Intemperanze e preoccupazioni che possono distoglierci dal senso profondo di questa attesa.

Il Signore viene nel momento presente…sempre… per noi. È un Dio che cerca il suo popolo perché si fidi della misericordia che Egli dona. La nostra attesa del Signore, del compimento della Sua promessa, si intreccia allora con l’attesa fedele, paziente e innamorata con la quale Lui ci attende.
In questa dinamica di ricerca/attesa, lasciamoci provocare dalle parole di papa Francesco:
“Guarda nel profondo del tuo cuore, guarda nell’intimo di te stesso, e domandati: hai un cuore che desidera qualcosa di grande o un cuore addormentato dalle cose? Il tuo cuore ha conservato l’inquietudine della ricerca o l’hai lasciato soffocare dalle cose, che finiscono per atrofizzarlo? Dio ti attende, ti cerca: che cosa rispondi? Credi che Dio ti attende?” (Omelia per l’inizio del Capitolo Generale dell’ordine di san’Agostino – Roma, 28 agosto 2013).


Buon cammino di Avvento, in cui ascoltare l’attesa più profonda e autentica che abita il nostro cuore e gustare il quotidiano cercarci e farsi incontro del Signore!
sr Anna

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