mercoledì 20 gennaio 2016

La RICERCA del TESORO

Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam era solito raccontare la storia di Rabbi Eisik, figlio di Rabbi Jekel di Cracovia.
Dopo anni e anni di dura miseria, che però non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l'ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale. 
 
Quando il sogno si ripetè per la terza volta, Eisik si mise in cammino e raggiunse a piedi Praga. Ma il ponte era sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare nel luogo indicato. 
Tuttavia tornava al ponte tutte le mattine, girandovi attorno fino a sera. 
Alla fine il capitano delle guardie, che aveva notato il suo andirivieni, gli si avvicinò e gli chiese amichevolmente se avesse perso qualcosa o se aspettasse qualcuno. Eisik gli raccontò il sogno che lo aveva spinto fin li dal suo lontano paese. 
Il capitano scoppiò a ridere: "E tu, poveraccio, per dar retta a un sogno sei venuto fin qui a piedi? Ah, ah, ah! Stai fresco a fidarti dei sogni! Allora anch'io avrei dovuto mettermi in cammino per obbedire a un sogno e andare fino a Cracovia, in casa di un ebreo, un certo Eisik, figlio di Jekel, per cercare un tesoro sotto la stufa! Eisik, figlio di Jekel, ma scherzi? Mi vedo proprio a entrare e mettere a soqquadro tutte le case in una città in cui metà degli ebrei si chiamano Eisik e l'altra metà Jekel!". E rise nuovamente.
Eisik lo salutò, tornò a casa sua e dissotterrò il tesoro con il quale costruì la sinagoga intitolata "Scuola di Reb Eisik, figlio di Reb Jekel".
"Ricordati bene di questa storia - aggiungeva allora Rabbi Bunam - e cogli il messaggio che ti rivolge:
c'è qualcosa
 
che tu non puoi trovare
 
in alcuna parte del mondo,
 
eppure esiste un luogo in cui la puoi trovare".
 
(da Martin Buber, Il cammino dell'uomo)
 
 Cari Giovani,
 
condivido questa storia che mi sta accompagnando in questo tempo.
È un racconto che si traduce in invito a concentrare la mia ricerca nel profondo del mio cuore, della mia storia, della mia umanità... senza cercare altrove.
In proposito, mi viene in mente una frase di sant'Agostino che mi colpì molto ai tempi della scuola superiore (il latino non è sempre ostico, se reca in sé buone provocazioni!):
Noli foras ire
in te ipsum redi
in interiore homine habitat veritas
 
(Non uscir fuori da te, torna in te stesso:
è nell'uomo interiore che abita la verità).
 
Quando ci viene da cercare altrove (forse per paura? Evasione?) le risposte alle domande che portiamo nel nostro cuore, non temiamo di fare ritorno a noi, di sostare nel nostro intimo!
Qui troveremo le risposte autentiche che cerchiamo. E che daranno senso alla nostra ricerca, facendoci scoprire il tesoro che il Signore ha messo nella nostra vita.
Attende solo di essere scoperto...
Buona ricerca!
suor Ilaria
 

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