martedì 29 marzo 2016

Gesù è risorto, è vivo, ha vinto la morte!


L'incontro tra Maddalena e il Risorto - Santuario della Madonna della Salute degli Infermi, Scaldaferro (VI) 

Cari Giovani,
la gioia della Pasqua che stiamo celebrando abita i nostri cuori e stupiti contempliamo Gesù Risorto, il Signore che ci dona la certezza di essere più forti del peccato, del dolore e anche della morte se stiamo con Lui.
Ho celebrato il Triduo pasquale e la Domenica di Pasqua insieme ad un gruppo di giovani, in un modo diverso dal solito (leggi qui). La ricchezza dell’esperienza e la bellezza dell’incontro con Gesù è testimoniata da Elena, una giovane che ha partecipato a questa proposta.
Condivide con noi quanto lei ha vissuto.


Particolare del crocifisso di Donatello -  Basilica S. Antonio


Li amò fino alla fine
Si è appena conclusa per me e un gruppo di altri quindici giovani l’esperienza del Triduo Pasquale vissuta tra le mura della Basilica di S. Antonio a Padova e non solo … Esperienza che ci ha permesso di gustare a fondo i giorni fulcro per ogni cristiano.
Il giovedì è risuonato l’eco di cinque parole: “ Li amò fino alla fine ”, che sono la chiave della nostra fede e il modo in cui Gesù intende l’esistenza di ogni uomo. Seguendo il Suo esempio capiamo infatti che per Lui la vita è servizio, amore fino in fondo, fino ai minimi particolari; non a caso si inginocchia a lavare i piedi dei suoi discepoli. Ecco quindi che chi serve regna, chi facilita la vita agli altri regna.
Venerdì invece la nostra attenzione è stata tutta per la Croce, per la sofferenza e il dolore che il Figlio di Dio ha affrontato per noi, dimostrando che anche dentro una situazione così atroce possiamo amare profondamente. Sulla Croce ha inizio il passaggio dalla morte alla resurrezione di Cristo, significato intrinseco della Pasqua;  quali sono allora le nostre morti? Le nostre paure? E a cosa tendiamo? Che passaggio vogliamo compiere?
Proprio venerdì abbiamo fatto visita a Casa Santa Chiara, dove vengono accolti malati terminali e di AIDS, dove si impara un rispetto profondo per queste persone, per ciò a cui vanno incontro e per le loro ferite. Fortunatamente Gesù ci dà una prospettiva nuova: pensare alle nostre ferite come a delle feritoie attraverso cui far passare le relazioni, gli sguardi, l’affetto, l’amore.
Sabato, giornata del silenzio. Dopo aver fatto visita alla comunità S. Francesco a Monselice, luogo di recupero dalle tossicodipendenze, ci siamo spostati all'eremo francescano S. Maria degli Angeli a Monte Ricco, in cui ci siamo fermati e abbiamo fatto silenzio. Silenzio per la morte del Signore, silenzio nell'attesa della resurrezione, silenzio che, come disse Paolo VI, è l’attività del cuore che ascolta.
Infine domenica: festa grande, gioia e squilli di trombe perché Gesù è risorto, è vivo, ha vinto la morte! Ci precede nel cammino della vita e ci ricorda: “Fate questo in memoria di me” , perché se non facciamo come ci ha insegnato non resta memoria di Lui. Teniamo presente dunque che esistiamo e possiamo essere dei punti di calore, di benevolenza e di misericordia.
Facciamo allora quello che possiamo, non quello che dovremmo o che vorremmo, ma quello che possiamo, e in questo non perdiamo di vista il nostro primo compito: essere persone con le persone.
Elena Meneghello


Serre per la coltivazione di fiori - Comunità S.Francesco, Monselice (PD) - foto di Damiano


Cari Giovani,
restiamo dentro questo amore che nella Pasqua percepiamo in modo forte e non abbiamo paura di ascoltare la proposta di Gesù a seguirlo, là dove ci chiede di spendere la vita, dietro a Lui, seguendolo da vivi, da risorti. 

Buona Pasqua e buon cammino!
suor barbara


barbara.danesi@elisabettine.it


sabato 26 marzo 2016

Settimana di Passione - 5



Io sono un nulla, o mio Dio, ma un nulla per tua bontà concepito nella tua divina mente da tutta l'eternità. Sono un nulla, è vero, ma dal tuo amore partorito all'essere nel tempo, tua creatura ragionevole per conoscerti, amarti e godere eternamente del tuo essere divino. Sono un nulla ma abbozzato a tua immagine, ma ricomperato, perduto dal peccato, con la passione e morte di un Dio umanato. Oh vero nulla! ma nulla grande che sono! Mio Dio, per Gesù mio salvatore rendi pazzo d'amore questo nulla! 
Dal Diario di Elisabetta Vendramini n.3429

venerdì 25 marzo 2016

Settimana di Passione - 4

Cappella del Seminario Banska Bystrica - Badin - Slovacchia - Rupnik

Io intanto, con Maria, qui mi fermo per godere all'ombra della Croce quei ristori che sola dar può, a chi ti crede ed ama come tu vuoi ch'io t'ami. (Istruzione 7)



Particolare Cappella del Seminario Banska Bystrica - Badin - Slovacchia


giovedì 24 marzo 2016

Settimana di Passione - 3

Papa Francesco - Lavanda dei piedi 2015
Considerava la grande umiltà dell'Uomo-Dio nel lavare i piedi a' suoi discepoli, al quale stupore così intesi: Ma un Dio umiliato fino a esibirti il perdono se chiederlo volessi, ad eccitarti più e più volte a perfezionarti, dimmi: non è lo stesso che vedertelo a' piedi come lo fu agli Apostoli? Conobbi ancora che a quelli misticamente lavava i piedi, e che a me tal procedere si chiama spirituale lavanda. E vidi quanto maggiore è questo abbassamento, ora che è glorioso in cielo, di quello che fu quando era in terra. 
Dal Diario di Elisabetta Vendramini D 830


(Traduzione in lingua corrente: Consideravo la grande umiltà dell’uomo – Dio nel lavare i piedi ai suoi discepoli e in questo stupore sentii: Un Dio umiliato fino a mostrarti/offrirti il perdono se volessi chiederglielo, a spronarti continuamente a perfezionarti, dimmi non è la stessa cosa di vedertelo ai piedi come fu ai piedi degli Apostoli? Compresi inoltre che a quelli lavava misticamente i piedi, mentre il suo modo di procedere con me è una lavanda spirituale. E vidi quanto sia più grande questo abbassamento ora che è glorioso in terra di quello vissuto quando era in terra.)

Settimana di Passione - 2

Volto di Cristo - Rupnik
Altra fiata, meditando non so che della Passione, mi fu detto: Vuoi tu vedere se sei opera dell'onnipotente Creatore e sua figlia perciò? Un padre e una madre prima ancora che nascano i figli preparano a questi ogni loro bisogno, abbenché questi non possano essergli grati per mancanza di cognizione; così Dio, tuo Padre vero, ab aeterno ti preparò nel suo Figlio (prevenendoti bisognosa) redenzione, sacramenti, vita eterna ed ogni bisogno della vita senza che sapessi e potessi conoscere grazie tali ed essergliene grata. Ora poi che tutto ciò conosci, amalo. 
Diario di Elisabetta Vendramini n.1042


(Traduzione in lingua corrente: Un’altra volta, meditando qualcosa della Passione, mi fu detto: Vuoi vedere se sei opera dell’onnipotente Creatore e quindi sua figlia? Un padre e una madre ancor prima che nascano i figli preparano loro tutto ciò può servire, nonostante questi non possano essere loro grati per mancanza di coscienza. Allo stesso modo Dio, tuo Padre, fin dall’eternità ti ha preparato nel suo Figlio (riconoscendoti bisognosa) redenzione, sacramenti, vita eterna e quanto serve per vivere, senza che tu sapessi e potessi conoscere queste grazie e per esse esserGli grata. Ora che conosci tutto, amalo.)

domenica 20 marzo 2016

Settimana di Passione -1


"Disponetevi a celebrare con sentimenti di giubilo e tenerezza ancora, la festa di Domenica (ndr delle Palme); portategli il cuore in quelle palme. Che bel trionfo per Gesù, se invece di rami avrà i vostri cuori!" 
(cfr Istruzione n.6 di Madre Elisabetta)



sabato 19 marzo 2016

L'OBBEDIENZA DELLA FEDE



I. Rupnik, L'angelo parla a san Giuseppe
(Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli, Fiume - Croazia)


Oggi ricorre la solennità di san Giuseppe, sposo di Maria, patrono della Chiesa universale e… della nostra famiglia religiosa.

Ogni sorella elisabettina celebra questa solennità con speciale devozione, dal momento che questo santo fu particolarmente caro a madre Elisabetta, che lo invocava quale intermediario della divina Provvidenza e intercessore presso Maria e il Figlio per ogni bisogno morale e spirituale, ma anche lo indicava alle figlie e sorelle come modello di abbandono fiducioso e disponibilità libera alla volontà di Dio.

In un passo del suo Diario, Elisabetta Vendramini scrive: “Vidi bene voler Giuseppe essermi maestro, conforto e mediatore ne' miei bisogni, e tanto bene mi apportò tal offerta che sembrami tollerabile e cara ogni ardua battaglia con l'aiuto e patrocinio di Giuseppe. Provai nei nati affetti per tal santo un paradiso di beni e pace e, sempre a lui ricorrendo ne' miei bisogni, sarò (lo sento) al certo esaudita. Sia Dio benedetto.”
 
Anche noi oggi vogliamo guardare a Giuseppe, a come si è lasciato condurre dal Signore per strade misteriose. Giuseppe rappresenta la nostra stessa vita e le nostre fatiche nella fede: egli si è trovato di fronte ad una situazione difficile, apparentemente impossibile a risolversi, ha vissuto il turbamento della scelta, combattuto tra due pensieri (ripudiare Maria secondo le indicazioni della legge oppure accoglierla per proteggerla e sostenerla, secondo l’amore del suo cuore).
 
Ha rinunciato a capire e ha accettato di credere.
 
Ha rinunciato a possedere e ha accettato di essere posseduto.
 
Ha rinunciato a comandare e ha accettato di obbedire.
 
Ha rinunziato a perseguire il suo sogno di famiglia e ha collaborato alla realizzazione del sogno di Dio per l’umanità.
Così si è aperto al progetto di Dio. A Lui, alla sua promessa, ha risposto non con le parole, ma con la vita, con il suo agire: Fece come gli aveva ordinato l’angelo. La sua obbedienza immediata, silenziosa, è il suo modo concreto di credere.
 
 
 
 
Allora, guardando a Giuseppe, ognuno di noi può chiedersi:
 
la mia vita è aperta al progetto e alla volontà di Dio in me?
Le mie opere sono una risposta lieta e responsabile alla chiamata del Signore?
 
 A me… a te che cerchiamo e attendiamo nel silenzio del cuore che risuoni il che il Signore ha sognato per ogni persona, Giuseppe insegna che la verità della nostra vocazione e della nostra piena realizzazione avviene e si compie nell’obbedienza alla Parola di Dio, letta nella Scrittura o rivoltaci dal Signore attraverso i fratelli, le sorelle e gli avvenimenti della vita.
 
San Giuseppe interceda per tutti gli occhi della fede per riconoscere il Signore, gli orecchi del cuore per ascoltarLo, il silenzio interiore per dialogare con Lui.
 
suorilaria
 
 
 
 
 

martedì 8 marzo 2016

Grazie a te, Donna.





Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale», che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.


dalla Lettera di papa Giovanni Paolo II alle donne




domenica 6 marzo 2016

Dio mi serve?

Ritorno del figliol prodigo - Mattia Berti
Cari giovani,
non so perché, ma stamattina una delle cose che durante la lettura del Vangelo di oggi (Lc 15, 11-32 - una delle parabole della misericordia) non mi ha abbandonato era il pensiero di questo figlio che di sicuro puzzava parecchio, era stato a pascolare i porci, chissà che odore! Non aveva solo dilapidato ogni ricchezza, non si era ridotto ad uno straccione, con i vestiti lacerati, sporchi, ma doveva puzzare veramente tanto!!!

E in tutto questo il Padre non lo abbandona, gli corre incontro, lo bacia, lo abbraccia, gli si aggrappa al collo....perché non c'è sozzura, interiore od esteriore, che il Padre non accolga!

Il figlio era andato perché il padre gli serviva e invece il Padre lo serve, lo riveste, gli ridona la sua dignità filiale. Lo fa con il figlio minore, ma anche con il maggiore!

Un gioco di parole forse, ma ci fa capire quanto siamo fortunati, Dio ci ama sempre un passo oltre il nostro pensiero, la nostra aspettativa, soprattutto quando ci vergogniamo dei nostri peccati: basta ritornare a Lui.

Allora buona continuazione del cammino di Quaresima dietro al terzo Figlio...Gesù Cristo, Lui ci insegna la strada per andare al Padre! Leggete se avete voglia l'angelus di Papa Francesco di oggi.

Ogni Bene,
sr Anna :)