mercoledì 27 aprile 2016

Beata, è festa!

Oggi ricorre la memoria liturgica della nostra fondatrice Elisabetta Vendramini....e mi piace farne memoria con i volti delle nostre sorelle....sparse per il mondo, come lei desiderava. Ognuna di noi con le sue caratteristiche ma tutte unite dallo stesso fuoco che arde nel cuore, seguire Cristo e servire Cristo nei poveri, come a Lui piace.
sr Anna :) 



"Dammi, mio Dio, quell'amore che tu mi chiedi e che io voglio. Te lo chiedo, Signore mio, né rifiuto le vie che conducono a questo amore; aiutami a camminare e ciò mi basta." Elisabetta Vendramini, dal carteggio spirituale

lunedì 25 aprile 2016

Cinquanta!|




Cari Giovani,
desidero raccontarvi quanto vissuto nello scorso fine settimana nella parrocchia di Santa Rita a Portogruaro (VE).
Suor Rosita, suora francescana elisabettina, ha celebrato il 50° anniversario di professione religiosa e così, insieme ad altre sorelle elisabettine, ho potuto trascorre due giorni in compagnia di bambini, ragazzi, giovani e adulti e riflettere con loro sul tema scottante della …VOCAZIONE!
L’anniversario di professione religiosa di suor Rosita, cinquanta (CINQUANTA!!) anni di vita donata al Signore e per il suo Regno, è stato l’occasione per parlare di vocazione, di quanto sia importante chiedersi cosa il Signore stia sognando per ciascuno; è stato motivo per dire che è davvero importante ascoltare la Sua proposta e poi discernere quale sia la propria modalità per rispondere a Lui con libertà e coraggio.
Sì, coraggio perché, come ci hanno suggerito i giovani durante l’incontro con loro, a volte circola un’idea un po’ vecchia e ammuffita di Dio, della vocazione e delle suore. Ci siamo divertire con loro a considerare ‘cosa si dice delle suore’ e ne sono venute fuori delle belle.


E tu? Cosa pensi della vocazione? E delle suore?

Dopo due giorni di preghiera, festa, riflessione e condivisione possiamo dire che il Signore ancora parla e suscita domande di senso; è bello e significativo che giovani, ragazze e ragazzi, non abbiano avuto timore di ascoltare e a loro volta pronunciare la parola vocazione.
Dio Padre, se conosciuto attraverso una relazione e un dialogo veri, non può far paura e la sua proposta diventa davvero il fondamento per una vita piena e nella gioia.





Vocazione è il progetto che Dio desidera farti scoprire, vocazione è il meglio che c’è, per Dio, per te. Vocazione è scegliere di donare tutta la vita all'Amore ed essere felice.





Buon cammino!
suor barbara 


barbara.danesi@elisabettine.it

giovedì 21 aprile 2016

esercizi spirituali vocazionali per giovani






Chi sei, o Signore?” (Atti 9,5)

Una proposta di ascolto di sé e del Signore, 
attraverso il silenzio e la meditazione della Parola di Dio




Informazioni utili:

DESTINATARI: giovani partecipanti al corso Porziuncola, al Gruppo vocazionale diocesano, di Casa Sant'Andrea e altri che desiderano vivere un’esperienza intensa di ricerca spirituale e di incontro con il Signore

DATA: dalle 19.00 di venerdì 13 maggio alle 17.00 di domenica 15 maggio 2016

LUOGO: Casa di spiritualità “Villa Immacolata”, via Monte Rua n° 4 Torreglia (PD)

ANIMATORI: don Andrea Albertin (biblista), don Giovanni Molon ed équipe Gruppo Voc. Diocesano, suor Paola Cover (francescana elisabettina)

PORTA CON TE: Bibbia, quaderno ad anelli piccolo, biancheria (lenzuola e asciugamani) e quanto serve

QUOTA: € 90,00 (chi non potesse sostenere tale spesa, può contribuire secondo le proprie possibilità)



Per info ed iscrizioni contattare entro venerdì 6 maggio:

- suor Paola Cover            paola.cover@alice.it 
- don Giovanni Molon        giovanni.molon@alice.it


domenica 17 aprile 2016

Non dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto

“Non dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita” (Dt 4,9).

Alla luce di questa Parola che mi risuona dentro in questo periodo,  ripercorro volentieri e con gratitudine il cammino di grazia condiviso con le sorelle dei 25 anni di vita consacrata elisabettina, provenienti da diverse  parti del mondo, che ci ha viste pellegrine dapprima a Roma per la conclusione dell’anno della vita consacrata (e il dono gratuito e inaspettato dell’incontro con papa Francesco che ha rafforzato il nostro sentirci nella Chiesa), poi a Padova nella  nostra Casa Madre  a contatto con il carisma di misericordia di Elisabetta Vendramini, a Bassano, sua città natale,  e quindi ad Assisi, terra custode delle origini e della spiritualità  di S. Francesco e S. Chiara.


Personalmente ho toccato con mano la verità dell’espressione scelta per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni del 2016: “Dio ricco di misericordia, noi ricchi di grazie, perché amati”.


Sì, rendo grazie al Signore per il dono così prezioso che abbiamo vissuto assieme nel mese formativo che rimarrà scolpito nella profondità dei nostri cuori che si sono sentiti profondamente amati, e un grazie a ciascuna per tutti i momenti di allegria, di profondità, di condivisione, di preghiera, di silenzio, di gioia autentica, vissuti in questa fraternità internazionale.
I miei occhi e il mio cuore non potranno più dimenticare!


Come Francesco d’Assisi  che nel sentirsi perdonato dai suoi peccati aveva sperimentato in modo gratuito la misericordia di Dio e trovò la forza di avere misericordia dei più poveri, di prendersi cura in particolare dei lebbrosi, così sento che il Signore stesso “ha usato” con me misericordia:  attraverso i gesti concreti di attenzione, benevolenza, pazienza, fiducia delle mie sorelle che mi hanno accolto e “raccolto” nella disponibilità a condividere in semplicità ogni momento!

La fraternità vissuta evangelicamente ha in sé una grande forza che può dare un nuovo senso alla vita e può suscitare inedite energie, capaci di sorprendere!!!
E’ quanto è successo anche a me….
Nella fraternità ho sperimentato la presenza del Signore che mi ha raggiunta in un modo stupendo, bellissimo, tanto da riconoscere in questo la sua misericordia per me, e da sentirmi spinta a “usare” misericordia con piccoli gesti verso le persone con cui vivo ogni giorno.


E quando mi sono ritrovata a pregare con le Lodi di Dio altissimo di S. Francesco:


Tu sei santo, Signore solo Dio,
che operi cose meravigliose.
Tu sei amore e carità, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza,
Tu sei gioia e letizia,
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu sei la nostra carità…


A me è venuto spontaneo continuare con:


Tu sei misericordia,
Tu sei fraternità!


La vita consacrata in fraternità è un dono preziosissimo che ho ricevuto e di cui rendo grazie a Dio!

sr Chiara Gepoli

sr Chiara incontra papa Francesco nella giornata conclusiva dell'Anno della Vita Consacrata

Ricchi di #grazie!


Padre di misericordia,
che hai donato il tuo Figlio per la nostra salvezza
e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito,
concedici comunità cristiane vive, ferventi e gioiose,
che siano fonti di vita fraterna e suscitino fra i giovani
il desiderio di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.
Sostienile nel loro impegno di proporre
una adeguata catechesi vocazionale e cammini di speciale consacrazione.
Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale,
così che in tutto risplenda la grandezza del tuo amore misericordioso.
Maria, Madre ed educatrice di Gesù,
interceda per ogni comunità cristiana,
affinché, resa feconda dallo Spirito Santo,
sia fonte di genuine vocazioni
al servizio del popolo santo di Dio.
(papa Francesco)


Qui il messaggio del Papa per la 53ª giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

sabato 16 aprile 2016

Ingredienti vocazionali




Cari Giovani,
mentre ci avviciniamo sempre più alla celebrazione della 53° Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, domani domenica 17 aprile, scrivo qui alcuni pensieri che ho già condiviso con un numerosissimo gruppo di giovani, lunedì scorso, in Seminario Maggiore a Padova.
La veglia era inserita nella Scuola di preghiera dal titolo la Dispensa della Misericordia.
Mi è stata posta una domanda: Pensando alla dispensa della tua esperienza vocazionale, quali sono stati gli ingredienti della tua risposta alla chiamata che ti è stata rivolta?
Questa la mia semplice testimonianza.

«Tanti ingredienti, tanti… impastati insieme mi hanno portato a dire sì al Signore. Mi soffermo su tre, importanti allora quanto oggi.
Il primo è il Vangelo.
Ho conosciuto Gesù in famiglia e in parrocchia ma ho potuto incontrarlo in modo più personale nella sua Parola, frequentando un gruppo di giovani francescani, la Gi.Fra, che si incontrava presso la chiesa di S. Francesco, a Brescia, mia città di origine. È stata una esperienza fondamentale verso la comprensione di ciò che il Signore voleva per me. L’incontro con Francesco di Assisi, le sue domande di senso e il suo fidarsi totalmente della Parola, hanno segnato l’inizio del cammino di discernimento vocazionale.
Avevo anche io in cuore molte domande… altre me le sentivo rivolgere dall’esterno. Un giorno il mio padre spirituale mi disse: «Sei sicura che la tua vocazione sia il matrimonio?».
La risposta fu un sonoro e sicuro sì che mi lasciò però poi senza parole, perché in fondo quella era una domanda che io non mi ero mai posta, sicura di quanto volevo. Ma era ciò che volevo io.
Determinante ancora una volta è stato il confronto con la Parola di Dio, perché le risposte al mio cercare erano disseminate proprio lì, nel Vangelo. Ho capito pian piano che il Vangelo era una bellissima dichiarazione d’amore del Signore, che mi chiedeva un amore unico ed esclusivo, che avrebbe dato senso e valore alla mia vita.  Per questo gli ho dato credito e ho deciso di seguirlo, sulla sua Parola.
La mia umanità.
Di fronte alla proposta del Signore, molte volte facevo l’esperienza del mio essere limitata, del non essere capace di vivere davvero il Vangelo, di amare, di servire. A volte ho pensato che si stesse sbagliando a chiamare me, a volte sono scappata perché mi ritenevo inadeguata. Lui l’Altissimo Onnipotente Signore perché cercava proprio me?
È stato in quel periodo che ho cominciato a sentire su di me uno sguardo particolare da parte Sua, uno sguardo che non riuscivo a ricambiare. Uno sguardo che si è fatto sempre più concreto quando, senza metterlo in conto, ho conosciuto le suore suore elisabettine.
E qui è scoccata la scintilla. L’esperienza di Elisabetta Vendramini, il suo sentirsi niente davanti alla grandezza di Dio, ma nello stesso tempo aver sperimentato la misericordia infinita del Padre, ha fatto contatto con la mia esperienza.
Ho capito che Dio mi ama anche e PROPRIO con i miei limiti, che la mia bella e a volte ferita umanità era ed è il luogo dove Lui viene ad abitare perché io lasci fare a lui. Ho capito che le mie ferite sono strumento per incontrare le ferite degli altri.
Infine, i miei desideri.
Da ragazzina, avevo le idee molto chiare sul mio futuro, come vi ho detto. Coltivavo moltissimi desideri e volevo realizzarli a tutti i costi perché sapevo che mi avrebbero resa felice; in particolare desideravo formarmi una famiglia numerosa, avere tanti figli, diventare un’insegnante, girare il mondo, rendermi utile.
Accogliere l’invito di Gesù a lasciare i miei progetti per seguirlo, è stato ribaltare la mia vita; ma su una certezza: il Signore non vuole per me altro che il bene, ciò che può rendere piena e lieta la mia vita. Perché lui mi ama, è Padre e Padre misericordioso.
I miei desideri di ragazzina sono ancora nel mio cuore e so bene che non saranno mai realizzati come io sognavo alcuni anni fa; per esempio non sarò sposa e madre come immaginavo. Ma se il Signore scombina i piani non distrugge i nostri desideri più profondi. Ci permette di realizzarli secondo il suo progetto, al quale noi dobbiamo convertirli. Dopo alcuni anni, oggi posso dire che quello che desideravo allora, si sta compiendo.
Ecco…Vangelo, umanità e desideri. Il Signore sta impastando la mia vita con questi  e molti altri ingredienti e vi assicuro, che pur sentendo a volte la forza della sua opera che si scontra ancora con qualche mia resistenza, le sue carezze e la sua cura mi confermano continuamente che vale la pena seguirlo con coraggio e fiducia».


Vi auguro buon cammino!
suor barbara

barbara.danesi@elisabettine.it

venerdì 15 aprile 2016

Canto di #grazie


Vorrei tanto dare una cosa al mio Signore,
ma non so che cosa…
Ecco, la vita che mi hai ridato,
te la rendo nel canto di grazie


(p. Davide M. Turoldo)


giovedì 14 aprile 2016

Il cammino del #grazie



E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni
e riconosciamo che tutti i beni sono suoi
e di tutti rendiamogli grazie,
perché procedono tutti da Lui
(san Francesco, Regola non bollata – FF 49)









Cari Giovani,

nel nostro cammino verso la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni  e soprattutto… verso la comprensione della chiamata che il Signore rivolge a ciascuno, è bello lasciare risuonare queste parole di san Francesco d’Assisi che secondo me sono una sintesi della “spiritualità della riconoscenza e della restituzione” che ha modellato il cuore, i gesti e le parole di questo santo.

Sono parole che hanno segnato in modo indelebile il mio cammino vocazionale e giorno dopo giorno scandiscono il mio vivere in fraternità e il mio servizio con bambini che vivono varie forme di disagio scolastico.

Riconosco che quanto sono, ho, vivo è dono del Signore Dio, datore di ogni bene. Sono beni la vita, le cose concrete, il dono della fede e della vocazione, le persone che incontro quotidianamente e che con i loro bisogni sono una vera e propria pro-vocazione, la presenza fedele del Signore nella mia storia. Tutto è Grazia!

E allora rendo grazie cercando di accogliere con cuore grato quanto ogni giorno posso sperimentare, anche quanto mi appare incerto e faticoso, perché ricevuto dalle mani e dal cuore di Dio, Sommo Bene.

Gratitudine che si concretizza nella restituzione, risposta al dono ricevuto, tradotta in parole, gesti, atteggiamenti che si esprimono nella preghiera di lode, nel servizio e nel lavoro che non rivendicano ricompense o diritti, ma hanno il profumo e il colore della condivisione profonda della condizione dei fratelli e delle sorelle, creano beni e servizi a vantaggio di tutti e a gloria di Dio. Senza appropriarsi di nulla o trattenere qualcosa per sé.

Questo il senso profondo della restituzione per san Francesco.
Questo il senso pieno e bello della mia storia e della mia vocazione: chiamata a donare, a rendere, ciò che a mia volta ho ricevuto in dono.
Questo il cammino che desidero continuare a percorrere…


suor Ilaria

mercoledì 13 aprile 2016

Cuore grato














Vorrei alla fine vedermi favorita
 amata per accendermi di gratitudine.

Non tacerò mai, anche per gratitudine,
i tratti d'amore che Dio usa
verso l'anima mia.

(Elisabetta Vendramini)


Cari Giovani,

nel cammino verso la celebrazione della Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni, condivido alcuni spunti che ci invitano a guardare la nostra storia con cuore grato, pieno di stupore e passione.


Esiste un legame stretto tra gratitudine e vocazione: entrambe si configurano originariamente come risposta dell’amore all’amore ricevuto. La gratitudine esprime più di tanti altri atteggiamenti la natura autentica di ogni vocazione. Non è solo un sentimento, ma è propriamente una virtù, una posizione costante del cuore, che risponde con gioia ad una chiamata.
La gratitudine è tale perché si riferisce a un dono gratuito. E diventa sinonimo dell’amore, anzi è la manifestazione concreta e visibile dell’amore. Un amore senza gratitudine, che non si esprime in gesti o parole di riconoscenza, è come un albero senza foglie o senza frutti. […]
La gratitudine custodisce la libertà del dono ricevuto e della risposta a tale dono: la chiamata di Dio non obbliga mai e di conseguenza la risposta rimane sempre una “libera obbedienza”, nasce dalla meraviglia di fronte a un gesto che sorprende.
(Andrea Toniolo)

A noi accogliere e custodire il dono della vita e della vocazione. A noi la libertà, e la gioia! di rispondere “accesi di gratitudine”.


suor Ilaria


martedì 12 aprile 2016

Amore eterno!



Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?







Rendete grazie al Signore
perché è buono,
perché il suo amore
è per sempre.

(dai Salmi)

lunedì 11 aprile 2016

Nel segno del #grazie

Cari Giovani,

in questa settimana ci lasciamo accompagnare da alcuni spunti di riflessioni offerti dalla prossima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebrerà domenica 17 aprile.

Il tema della Giornata è “Ricco di misericordia… ricchi di GRAZIE”, una vera pro - vocazione a riscoprire il manifestarsi della Grazia divina nella nostra storia per fare della nostra vita una risposta riconoscente.

Infatti, se riconosciamo che la nostra vita è un dono e che non abbiamo fatto proprio nulla per esistere, non possiamo che rispondere alla nostra storia, al nostro presente e al nostro futuro con una profonda gratitudine. Entrare nella logica della gratitudine è scegliere di “abitare” la vita, che per noi avrà il volto della famiglia, degli amici, dei gruppi, dei compagni di studio e di lavoro, delle comunità cristiane in cui siamo chiamati a vivere e a servire.
(liberamente riadattato dalla presentazione al tema della GMPV 2016 di don Nico Dal Molin, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni)

Buon cammino, abitato dalla gratitudine e dal dono di tornare a Dio con il cuore, donandogli ogni giorno una sola grande parola: GRAZIE.

suor Ilaria

lunedì 4 aprile 2016

La catena del sì

Annunciazione - Santa Maria degli Angeli, Porziuncola, Assisi
Care ragazze,
oggi facciamo festa assieme a Maria! grazie a lei e al suo sì, Dio si è fatto uomo! Il sì di Maria, assieme a molti sì prima di lei e dopo di lei, ha reso possibile a Dio di fare parte della nostra storia: anche a me il Signore chiede quotidianamente di rispondergli e mi lascia totalmente libera, non ci sono vincoli o clausole, Lui bussa, a me sta rispondergli o meno. E la storia del mondo cambierà...anche con il mio sì!

E tu? Cosa rispondi a Dio se ti sta chiedendo di dargli tutta la tua vita? di fidarti e consacrarti a Lui?

Il Signore ti custodisca e ti accompagni in questa strada, qualunque sia la tua chiamata

sr Anna

"Questa, ha detto, è “una bella giornata per ringraziare il Signore di averci insegnato questa strada del 'sì', ma anche per pensare alla nostra vita”. 

“Tutti noi, durante ogni giorno, dobbiamo dire ‘sì’ o ‘no’ e pensare se sempre diciamo ‘sì’ o tante volte ci nascondiamo, con la testa bassa, come Adamo e Eva, per  … non dire ‘no’, ma farsi un po’ quello che non capisce quello che Dio chiede. Oggi è la festa del ‘sì’. Nel ‘sì’ di Maria c’è il ‘sì’ di tutta la Storia della Salvezza, e incomincia lì l’ultimo ‘sì’ dell’uomo e di Dio”.

Lì, Dio ricrea, come all’inizio con un ‘sì’ ha fatto il mondo e l’uomo, quella bella Creazione” e ora con questo ‘sì’, “più meravigliosamente ricrea il mondo, ricrea tutti noi”. E’ “il ‘sì’ di Dio che ci santifica, che ci fa andare avanti in Gesù Cristo: è una giornata per ringraziare il Signore e per domandarci: ‘Io sono uomo o donna del ‘sì’ o sono uomo o donna del ‘no’ o sono uomo o donna che guardo un po’ dall’altra parte per non rispondere?’. Che il Signore ci dia la grazia di entrare in questa strada di uomini e donne che hanno saputo dire il sì”.

sabato 2 aprile 2016

#innamorata


Il 2 aprile 1860 Elisabetta Vendramini può finalmente vedere il volto di Dio: Colui che l'ha creata, amata e chiamata a servirlo, la chiama nuovamente a sé, per sempre. 

Oggi mi piace ricordarla così (lo so, sono di parte...): giovane, innamorata, infaticabile ....anche alla soglia dei 70 anni, il suo cuore, per il suo Dio era così! 

Elisabetta benedici ciascuna tua figlia da lassù! Quelle di adesso, e quelle che come te si sentiranno così tanto amate da Dio da non potergli dire di no, e noi con ciascuna di loro!

sr Anna