mercoledì 13 aprile 2016

Cuore grato














Vorrei alla fine vedermi favorita
 amata per accendermi di gratitudine.

Non tacerò mai, anche per gratitudine,
i tratti d'amore che Dio usa
verso l'anima mia.

(Elisabetta Vendramini)


Cari Giovani,

nel cammino verso la celebrazione della Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni, condivido alcuni spunti che ci invitano a guardare la nostra storia con cuore grato, pieno di stupore e passione.


Esiste un legame stretto tra gratitudine e vocazione: entrambe si configurano originariamente come risposta dell’amore all’amore ricevuto. La gratitudine esprime più di tanti altri atteggiamenti la natura autentica di ogni vocazione. Non è solo un sentimento, ma è propriamente una virtù, una posizione costante del cuore, che risponde con gioia ad una chiamata.
La gratitudine è tale perché si riferisce a un dono gratuito. E diventa sinonimo dell’amore, anzi è la manifestazione concreta e visibile dell’amore. Un amore senza gratitudine, che non si esprime in gesti o parole di riconoscenza, è come un albero senza foglie o senza frutti. […]
La gratitudine custodisce la libertà del dono ricevuto e della risposta a tale dono: la chiamata di Dio non obbliga mai e di conseguenza la risposta rimane sempre una “libera obbedienza”, nasce dalla meraviglia di fronte a un gesto che sorprende.
(Andrea Toniolo)

A noi accogliere e custodire il dono della vita e della vocazione. A noi la libertà, e la gioia! di rispondere “accesi di gratitudine”.


suor Ilaria


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