domenica 17 aprile 2016

Non dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto

“Non dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita” (Dt 4,9).

Alla luce di questa Parola che mi risuona dentro in questo periodo,  ripercorro volentieri e con gratitudine il cammino di grazia condiviso con le sorelle dei 25 anni di vita consacrata elisabettina, provenienti da diverse  parti del mondo, che ci ha viste pellegrine dapprima a Roma per la conclusione dell’anno della vita consacrata (e il dono gratuito e inaspettato dell’incontro con papa Francesco che ha rafforzato il nostro sentirci nella Chiesa), poi a Padova nella  nostra Casa Madre  a contatto con il carisma di misericordia di Elisabetta Vendramini, a Bassano, sua città natale,  e quindi ad Assisi, terra custode delle origini e della spiritualità  di S. Francesco e S. Chiara.


Personalmente ho toccato con mano la verità dell’espressione scelta per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni del 2016: “Dio ricco di misericordia, noi ricchi di grazie, perché amati”.


Sì, rendo grazie al Signore per il dono così prezioso che abbiamo vissuto assieme nel mese formativo che rimarrà scolpito nella profondità dei nostri cuori che si sono sentiti profondamente amati, e un grazie a ciascuna per tutti i momenti di allegria, di profondità, di condivisione, di preghiera, di silenzio, di gioia autentica, vissuti in questa fraternità internazionale.
I miei occhi e il mio cuore non potranno più dimenticare!


Come Francesco d’Assisi  che nel sentirsi perdonato dai suoi peccati aveva sperimentato in modo gratuito la misericordia di Dio e trovò la forza di avere misericordia dei più poveri, di prendersi cura in particolare dei lebbrosi, così sento che il Signore stesso “ha usato” con me misericordia:  attraverso i gesti concreti di attenzione, benevolenza, pazienza, fiducia delle mie sorelle che mi hanno accolto e “raccolto” nella disponibilità a condividere in semplicità ogni momento!

La fraternità vissuta evangelicamente ha in sé una grande forza che può dare un nuovo senso alla vita e può suscitare inedite energie, capaci di sorprendere!!!
E’ quanto è successo anche a me….
Nella fraternità ho sperimentato la presenza del Signore che mi ha raggiunta in un modo stupendo, bellissimo, tanto da riconoscere in questo la sua misericordia per me, e da sentirmi spinta a “usare” misericordia con piccoli gesti verso le persone con cui vivo ogni giorno.


E quando mi sono ritrovata a pregare con le Lodi di Dio altissimo di S. Francesco:


Tu sei santo, Signore solo Dio,
che operi cose meravigliose.
Tu sei amore e carità, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza,
Tu sei gioia e letizia,
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede.
Tu sei la nostra carità…


A me è venuto spontaneo continuare con:


Tu sei misericordia,
Tu sei fraternità!


La vita consacrata in fraternità è un dono preziosissimo che ho ricevuto e di cui rendo grazie a Dio!

sr Chiara Gepoli

sr Chiara incontra papa Francesco nella giornata conclusiva dell'Anno della Vita Consacrata

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