venerdì 21 aprile 2017

Gesù è vivo!

Cari Giovani,
dal pomeriggio di Giovedì Santo fino alla Domenica di Pasqua un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi ha potuto vivere il Triduo pasquale partecipando alle celebrazioni liturgiche presso la Basilica di S. Antonio a Padova, cogliendone il senso e il significato originari grazie alle catechesi di fra Paolo e la visita a due realtà di carità.
I significati si sono resi visibili nelle catechesi attraverso alcune importanti e bellissime opere d’arte della Basilica; la concretezza della Passione di Gesù e la sua Risurrezione si sono potute vedere e ascoltare attraverso le testimonianze di suor Lia e Anna a Casa Santa Chiara, hospice per malati oncologici, e di fra Gabriele presso la Comunità S. Francesco di Monselice dove ci si occupa di persone dipendenti da varie sostanze.
Abbiamo potuto anche pregare con la comunità dei Frati e con la numerosa gente presente in Basilica, abbiamo potuto gustare la dolcezza della fraternità tra noi e con le persone incontrate nelle realtà che abbiamo visitato.


Il gruppo presso la Comunità San Francesco a Monselice


suor Lia a Casa Santa Chiara

Per me è stata una esperienza molto arricchente per vari motivi ma soprattutto, ancora una volta, ho toccato con mano come nel cuore dei giovani ci sia il desiderio di vivere in pienezza, di amare alla maniera di Gesù.
Grazie al Signore che ci ha fatto grandi doni!
Grazie alle mie sorelle di Casa Santa Sofia e di Casa Santa Chiara, ai Frati del Convento del Santo e a quelli di Monselice, grazie in particolare a fra Alberto e fra Andrea, grazie a S. Antonio.
Siamo stati in molte case e in ognuna abbiamo fatto l’esperienza di essere accolti come sorelle e fratelli, dentro la grande casa che è la Chiesa che celebra Gesù Risorto!

Foto di gruppo al Santo

Qui sotto trovate la testimonianza di due giovani che hanno partecipato a questa esperienza, dalle quali si comprende  quanto il Signore continua ad essere presente tra noi!

“Strade”
È il pomeriggio del Sabato Santo e dopo la catechesi di Fra Andrea viene offerto un tempo personale di deserto e di riflessione.
Mi metto in moto, scelgo uno dei tanti sentieri escursionistici che il Monte Ricco offre e parto.
Cammino, ascolto il silenzio.
Dopo qualche metro mi guardo intorno, davanti e dietro me non c’è nessuno, sono sola e inizio a pensare: “Ho davvero scelto il sentiero giusto? Mi sto perdendo?”.
Con questi dubbi e incertezze continuo il percorso scelto, sento una forza che mi spinge ad aver fiducia, questa mia forza sei tu, Signore.
Ed ecco, finalmente arrivo a destinazione! All’eremo! Un sospiro di sollievo, mi sento accolta fra le Tue braccia, un abbraccio caldo e vivo di quelli che non sentivo da tempo. Non avevo sbagliato, avevo percorso la strada giusta.

Esattamente così ho vissuto il triduo pasquale. Sono partita con il mio bagaglio colmo di perplessità, questioni irrisolte, situazioni che mi toglievano il fiato e con una domanda in testa “Cosa nobilita la mia vita?”.
Nelle piccole azioni della quotidianità, nelle relazioni di tutti i giorni cerco di vivere come Tu ci hai insegnato, cerco di essere una giovane cristiana. Ma che fatica! Non rispondere alle offese con altri torti, tendere la mano a chi non sempre ci rispetta. Nei momenti di frustrazione e delusione capita di chiedersi: “E’ davvero questa la strada giusta? Non sarebbe più semplice comportarsi con il menefreghismo che tanto riecheggia nella vita quotidiana?”.
In questi tre intensi giorni, arricchiti dalle catechesi, dalle celebrazioni e dalle testimonianze a Casa S.Chiara e nella comunità S.Francesco, tutti questi pensieri hanno cambiato forma e le domande hanno trovato risposta; Signore tu hai dato la vita PER ME, sei morto e risorto PER ME, un gesto d’amore talmente immenso che commuove.
A volte mi fai percorrere vie che mi spiazzano, quanti ostacoli, quante croci ma ciò che hai fatto per noi uomini, l’amore che gratuitamente ci doni ogni giorno mi aiuta a non sentirmi sola, ad affrontare anche ciò che sembra più grande di me... “Mia roccia tu sei”.
Durante questo triduo pasquale mi sono sentita ritrovata, avvolta dalla tua bontà. Sì, il cammino che ho intrapreso è quello corretto.
“Cosa nobilita la mia vita?”. Essere cristiana, esserti fedele... percorrere, nonostante le grandi e piccole difficoltà, tutte quelle strade che portano a Te.
Valentina 


In questa occasione, come in altre a cui ho partecipato,  la cosa che mi ha colpito di più è il fatto che un gruppo di giovani che non si conoscono gli uni con gli altri si trovino a vivere gli stessi momenti e, anche se solo per pochi giorni, ci si senta come una vera famiglia. Continuiamo a sapere poco dei nostri compagni, ma ci siamo comportati in questi giorni come dei fratelli; forse ci saranno occasioni di rivedersi o forse non ci incontreremo più, ma aver vissuto questa esperienza insieme mi farà portare nel cuore questi compagni per sempre. La cosa più bella è capire che questo legame che si è formato sarebbe impossibile viverlo solo per mano nostra. Si è percepito in ogni momento passato insieme che a farci sentire così uniti è stata la presenza di qualcuno che era già presente nelle vite di ciascuno di noi, il Signore.
Questo Triduo in particolare credo sia stata un occasione per vivere le celebrazioni nel quotidiano; non solo abbiamo capito il significato di ogni gesto durante le liturgie, ma grazie alle varie testimonianze, catechesi e attività alle quali abbiamo partecipato, abbiamo potuto vivere il significato di ogni singolo giorno del Triduo Pasquale. Un grazie va sicuramente ai frati e alle suore con cui abbiamo vissuto queste giornate intense.
Per me è stata un’esperienza molto forte, ma sicuramente positiva, ho vissuto dei momenti difficili, ma mi sono sempre sentita stretta in un grande abbraccio.
Ci sarebbero molte altre cose da aggiungere, ma credo che per esprimere cosa è stata per me quest’ esperienza sia sufficiente dire che in questi giorni ho vissuto in una vera famiglia che ha accompagnato Gesù sulla croce, ha atteso e poi festeggiato la sua resurrezione. Alla fine di questa esperienza abbiamo potuto sentire che Gesù è davvero tra noi. 

Giorgia
disegno di Giorgia

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