domenica 5 novembre 2017

Testimoni della speranza

Riscoprire la bellezza del donare la vita

il gruppo


A cura di Valerio Folli OFMConv e Martina Giacomini stfe

Condividiamo la bella esperienza di formazione missionaria francescana rivolta ai giovani intitolata “Testimoni della speranza”, vissuta lo scorso anno pastorale e culminata nella missione in Perù ad agosto. La proposta, nata dal Centro Provinciale Missioni della Provincia Italiana “Sant’Antonio di Padova” dei frati minori conventuali (ofmconv), ha conosciuto la collaborazione tra i frati e le suore elisabettine. L’iniziativa è stata proposta a livello nazionale per le caratteristiche originali del progetto.
Nei sei week-end di formazione è stato possibile: conoscere i giovani che hanno aderito all’esperienza (una ventina tra ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia); discernere insieme le motivazioni della partenza; aiutare i giovani ad entrare nel cuore dell’esperienza missionaria, sia da un punto di vista antropologico (affrontando alcune tematiche culturali, lo studio della lingua castigliana e gli aspetti ecclesiali dell’America Latina), sia spirituale (chiamati alla missione); comprendere cosa avrebbero fatto in Perù; conoscere i testimoni della fede che hanno dato la loro vita per la terra peruviana: i beati martiri Michele Tomaszek, Zbigniew Strzałkowski – ofmconv polacchi – e don Sandro Dordi – fidei donum della diocesi di Bergamo –, uccisi da Sendero luminoso nell’agosto 1991.
Il percorso ha permesso ai giovani di prepararsi a: condividere il carisma francescano del “vivere tra e con la gente”; riscoprire l’esperienza di fede e lo spirito missionario; vivere un’esperienza di Vangelo, sui passi dei beati martiri del Perù, e condividerne la testimonianza con il popolo peruviano, scoprendo nel martirio cristiano una forma di testimonianza di non violenza; crescere nella disponibilità al servizio verso gli ultimi; sostenere economicamente alcuni progetti caritativi proposti e seguiti dai frati minori conventuali presenti in Perù, in favore delle popolazioni locali.
Proprio la dimensione del martirio è stata centrale nel cammino fatto. Il dono della vita per i fratelli in nome del Signore ha provocato i giovani partecipanti e li ha spinti a scavare dentro di sé per cercare le motivazioni del loro entusiasmo missionario e verificarne la consistenza. È stato un esercizio di discernimento - attraverso il confronto con gli animatori, tra di loro e affidando ogni cosa al Signore nella preghiera - e alcuni di loro hanno deciso di proseguire il cammino iniziato, altri hanno scelto di rinviarlo.
Il percorso è stato importante anche per sollecitare il gruppo a crescere concretamente nel senso di responsabilità: hanno speso tempo ed energie nella gestione di alcune iniziative volte all’autofinanziamento e al sostegno di progetti di solidarietà. È stato poi bello e interessante coinvolgere il gruppo in altre esperienze favorendo l’incontro con altri giovani: Missio Meeting Giovani, proposto dal Centro Missionario Diocesano di Padova; il 5° Appuntamento Mondiale Giovani per la Pace organizzato dal Sermig a Padova; La Notte dei miracoli iniziativa per i giovani durante la celebrazione della tredicina di sant’Antonio presso la Basilica di sant’Antonio a Padova.
I giovani accompagnati da fra’ Valerio Folli, fra’ Rocco Predoti, fra’ Salvatore Cannizzaro e suor Renata Ferrari hanno vissuto l’esperienza missionaria in Perù dal 6 al 30 agosto, fermandosi per buona parte del tempo a Pariacoto, distretto a nord di Lima, dove hanno svolto diverse attività caritative, di evangelizzazione, educative e di lavoro manuale. Lo stile è stato di sobrietà, di essenzialità e di solidarietà fraterna con la popolazione locale: hanno affiancato i missionari e i catechisti locali nella visita alle famiglie, agli anziani, ai malati e nello stare accanto ai bambini e alle persone indigenti.

Grati di quanto il Signore ci ha donato, ascoltiamo ora la voce di alcuni giovani e di suor Renata.

 
i giovani in preghiera presso le tombe dei Martiri

la preghiera in ricordo dei Martiri

Erika insegna alle donne a costruire corone del rosario

Francesca con la gente

Sono Marco, un ragazzo di 29 anni in cammino vocazionale con i Frati Minori Conventuali e ho scelto di partire per la missione in Perù per approfondire la mia fede e il mio cammino vocazionale.
Sono stato colpito molto dalla figura dei martiri e dalla loro storia che racconta una vita che si fa dono prima nell’aiuto concreto alle povertà materiali e spirituali di tanti e poi nella donazione ultima e totale dell’essere uccisi nel nome di Cristo. In particolare non scorderò mai gli anziani alla casa di riposo a Casma – a nord di Lima - dove ho fatto servizio.
Questa esperienza mi è servita per aprire gli orizzonti, ricordandomi che la Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica e che quelli sparsi nel mondo sono miei fratelli nella fede e in cammino verso Gesù come me, che vivono e pregano a partire dalla stessa fede anche se con modalità, riti e tempi diversi. Sono tornato fortificato nella mia fede e nel mio cammino vocazionale.
Marco Padroni

Mi chiamo Maddalena: sono di Genova e ho 19 anni. A breve inizierò l’università. Il gran desiderio di fare un’esperienza missionaria mi ha spinta ad unirmi al gruppo ‘Testimoni della Speranza’ che si trovava a Padova, anche superando l’ostacolo della distanza geografica.
Del Perù mi hanno stupito soprattutto l’accoglienza, i sorrisi per strada, gli abbracci forti e pieni di affetto dei bambini, l’ospitalità ricevuta in casa da chi non mi conosceva. Tutte cose che a fatica in Italia si sperimentano. Subito ho provato disagio, ma poi ho sentito che di questa umanità semplice avevo bisogno e che ritornata a casa mi sarebbe mancata.
Sono stati momenti profondi e allegri le messe celebrate nella cappella dei martiri con i bambini e mi sono accorta che la fede delle persone incontrate è molto diversa dalla mia. Ma il dono più grande per me è stato incontrare la gente nelle loro case, spesso fatte di mattoni di fango e paglia intrecciata, e ascoltare le vecchie dei villaggi che ci testimoniavano il loro incontro con i martiri Miguel e Zibi. E vorrei dire che Miguel e Zibi ci sono stati vicini e ci hanno accompagnato durante il nostro andare.
A Chimbote, città a nord di Lima, ho capito la differenza tra vita e sopravvivenza. Qui ho visto madonna povertà – come la chiamava Francesco d’Assisi - e per me ha rappresentato un bel colpo allo stomaco: famiglie che vivono senza acqua e senza elettricità, i cui figli devono rinunciare alla scuola per lavorare in strada e dove la violenza domestica è all’ordine del giorno. Mi sono misurata con la povertà anche nella casa di riposo di San José gestita dalle suore di santa Teresa di Calcutta.

Ora inizia per me la vera missione: testimoniare ciò che ho visto e portare speranza per un mondo migliore.
Maddalena Fabbi

Riassumo l’esperienza vissuta in Perù con alcune parole.
OCCASIONE. Mi è stato proposto durante l’anno di seguire il percorso Testimoni della Speranza, anche in vista dell’esperienza missione, assieme ai frati conventuali, suor Martina e un gruppo di giovani. Qualcosa di lontano dai miei impegni quotidiani e dal mio servizio, dal mio mondo ordinario e  fuori dai miei schemi. Un’occasione appunto tutta da vivere.
MISSIONE. Vivere la missione in una ‘terra diversa’. E mi sono sorte tante domande: cosa significa missione o essere missionario? Cosa comporta? Qual è il cuore? Si può essere missionari rimanendo nel proprio paese? In Perù non ho trovato risposte, ma ho incontrato tante persone e ho visitato una cultura che mi ha arricchita.
MARTIRI. Siamo arrivati su una terra sacra, “bagnata” dal sangue di missionari che hanno condiviso la propria vita fino al martirio. Mistero davanti al quale ho cercato di “togliermi i sandali” per cogliere il “sacro” che si respira.
TESTIMONI. Abbiamo conosciuto persone che hanno condiviso una parte del cammino e del lavoro dei martiri. I primi testimoni di un amore che continua nel tempo, i secondi testimoni di un amore che profuma di vita donata fino alla morte.
FRATERNITÀ. Mi sono sentita “mandata” dalla mia comunità religiosa e ringrazio le tante persone che ci hanno accompagnato con la preghiera. E sono partita non da sola ma con un gruppo di “fratelli” con i quali abbiamo condiviso gioie e fatiche, emozioni, ricchezze e povertà.
ESPERIENZA. Che sia stata solo un’esperienza meravigliosa e fantastica da ricordare nel tempo o un’esperienza che si fa quotidiano? Spero in questa seconda opzione.

Suor Renata Ferrari



Carissimi Giovani,
la seconda edizione di questa proposta inizierà tra pochi giorni.
Se sei interessato ad approfondire l'aspetto missionario della Chiesa e la tua ricerca personale in questo aspetto contatta uno degli animatori.
Qui sotto trovi le indicazioni.
Buon cammino!
suor barbara












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