martedì 17 marzo 2020

E tutto sarà bene, ogni cosa sarà per il bene




Quando sul Giornale di Brescia ho letto che la mattina del 5 marzo scorso a Castenedolo, grosso centro della provincia di Brescia, erano stati trovati tanti post-it sparsi in vari luoghi con la scritta colorata «Tutto andrà bene», ho avuto un sussulto. Questa frase mi ha riportata subito agli scritti di Giuliana di Norwich, grande mistica inglese nata probabilmente nel 1342 e morta attorno al 1430, vissuta in un' epoca segnata da guerre e pestilenze della cui vita si conosce molto poco (anche il suo nome è incerto e sembra derivi dal fatto che la sua cella di reclusa fosse addossata al muro della Chiesa di San Giuliano a Norwich).

Sono andata così a rileggere alcuni suoi testi.
Nella sua opera Il libro delle rivelazioni, Giuliana scrive: “Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene” (Il libro delle rivelazioni, cap. 32, p. 173).
Giuliana quando si esprime in questo modo non intende affidarsi ad un semplice fatalismo o ad una espressione scaramantica che possa placare le paure e le preoccupazioni, come probabilmente sta capitando a noi in questi giorni di fronte ad una situazione molto grave e difficile da affrontare a causa del coronavirus, soprattutto per chi è in prima linea, medici e personale sanitario, e per i malati e i loro parenti.

“Il suo famoso tutto sarà bene è divenuto di uso comune nel XX secolo; poche persone hanno realizzato che esso non proveniva da un ottimismo che ignorava lo stato del mondo, quanto da una visione autenticamente cristiana basata sulla conoscenza, sviluppata attraverso la grazia, che tutto l’essere dell’uomo è tra le mani di Dio.” (E. Colledge – J. Walsh, Juienne de Norwich, in Dictionnaire de spiritualité, Beachesne Ed, Paris).

Ci fa bene ripetere che tutto andrà bene, ma rendiamo questa frase una professione di fede e una supplica al Signore. C’è un Dio, il Dio di Gesù Cristo che ha creato ogni creatura, che tiene nel palmo della sua mano ogni opera uscita dal suo pensiero e dalla sua azione creatrice. (Is 49, 13-16). Tutti conserviamo ancora le tracce del tepore di quelle mani che ci hanno plasmato e tenuto. E in queste mani desideriamo ritornare. Dio non ci abbandona mai, tantomeno quando la vita, la realtà, la storia si fanno dure e ostili e l’umanità soffre, addirittura muore. Dio è con noi e ci assicura il suo costante sostegno. Tutto andrà bene perché tutto è nelle mani di Dio. Anche il dolore, la fatica, la morte.
Tutto andrà bene perché Dio è Amore e in Cristo ci ha già salvati.


Barbara Danesi, stfe


«È stato necessario che esistesse il peccato; ma tutto sarà bene e tutto sarà bene, e ogni sorta di cosa sarà bene». (Rivelazioni, cap. 27)


Statua di Giuliana sulla facciata della cattedrale di Norwich e particolare 



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